Come deve essere un caschetto da Rescue Swimmer

04/10/2018

Come deve essere un caschetto da Rescue Swimmer


Il Rescue Swimmer è una figura professionale specializzata negli interventi di salvataggio in acqua e nasce in seno alla US NAVY Coast Guard. Altri paesi, anche a seguito di evoluzione di scenari operativi nuovi, si sono dotati o iniziano a dotarsi di tali figure professionali.

Per sua natura di Swimmer l'operatore interviene a nuoto quindi tutta la vestizione del Rescue Swimmer deve essere incentrata sul compito che deve svolgere. L'attrezzatura deve essere di ausilio e protezione ma non deve ostacolare l'operatore nelle operazioni di nuoto.

La protezione dell'operatore all'interno dello scenario operativo è demandata ad una serie di Dispositivi di Protezione Individuali (di seguito DPI) la cui scelta è legata alla preventiva analisi del rischio cui l'operatore è esposto.

Partiamo dalla protezione del capo dell'operatore Rescue Swimmer ed analizziamo il caschetto.

Premesso che il caschetto del Rescue Swimmer in quanto DPI di protezione del capo deve essere conforme almeno alla CE EN1385 "Water Sport Standard Safety" il caschetto deve essere appunto idoneo all'uso acquatico quindi realizzato con materiali imputrescibili (per evidenti motivazioni di durata nel tempo e igienizzazione equipaggiamento dopo utilizzo).
La calotta del caschetto deve proteggere il capo dell'operatore senza restringerne i movimenti quindi deve andare a proteggere le parti potenzialmente esposte ad urto accidentale. La protezione del cranio è demandata alla calotta "rigida" esterna che in realtà è deformabile elasticamente per dissipare l'energia dell'impatto su una superficie più ampia ed assorbirla in parte
 ed all'imbottitura interna normalmente in materiale espanso esente da assorbimento di acqua. 

Sulla forma della calotta molto si è discusso in particolare sulla estensione della protezione rigida o semirigida nell'area delle orecchie e si concorda che la calotta rigida estesa fino a coprire l'area delle orecchie sia d'impaccio alle operazioni di nuoto. Anche in fase di entrata in acqua da imbarcazione o elicottero la copertura integrale delle orecchie con elementi rigidi di calotta costituisce ostacolo in quanto contribuisce alla tendenza allo sfilamento del casco mancando appunto una via immediata di deflusso dell'acqua in fase di salto operatore. Le orecchie devono comunque essere protette e si concorda che il livello di protezione idoneo per operatore Rescue Swimmer sia rappresentato da elemento flessibile in espanso interno del caschetto opportunamente prolungato fino a realizzare una protezione perimetrale del padiglione auricolare. La protezione solo perimetrale in area orecchio risponde all'esigenza di vestizione modulare dell'operatore lasciando appunto lo spazio per installare in maniera pratica e veloce le cuffie per il sistema di comunicazione eventualmente adottato.

In merito alla forma della calotta del caschetto dell'operatore Rescue Swimmer si è discusso in merito alla eventuale aletta para sole (o frontalino)  di cui dotare o meno il caschetto. Sebbene questa possa essere utile per evitare eccessivo disturbo della luce solare alla visuale del Rescue Swimmer, nelle operazioni in acqua, quelle per cui l'operatore deve essere nelle migliori condizioni per operare, la stessa sarebbe un ostacolo (freno idrodinamico) nel nuoto ed altresì rappresenterebbe un inutile punto di appiglio per eventuali cime, lenze o ramaglie oltre a contribuire con i suo effetto vela alla tendenza del caschetto a sfilarsi durante le operazioni di rapida entrata in acqua con salto. Il caschetto ideale del Rescue Swimmer sarà quindi snello, privo di punti di appiglio e senza aletta para sole.

Veniamo all'aspetto legato al peso del caschetto da Rescue Swimmer. Peso che ha una certa rilevanza se lo stesso deve essere tenuto indossato per parecchie ore. Grazie ai moderni materiali il peso dei caschetti, a parità di protezione offerta, si è notevolmente ridotto tanto che i migliori prodotti in commercio sono estremamente leggeri. A contribuire all'alleggerimento dei caschetti anche il design "finestrato" della calotta che ovviamente è studiato per non inficiare la protezione del capo dell'operatore. 
La funzione di tali finestrature non è solo quella di rendere il caschetto leggero ma di consentire adeguata ventilazione del capo dell'operatore che è chiamato ad indossare il DPI in ogni stagione. La ventilazione contribuisce ovviamente anche ad accelerare il processo di rapida asciugatura dell'imbottitura a caschetto indossato. Le finestrature nella calotta del caschetto sono parimenti indispensabili per creare vie di deflusso dell'acqua nel momento in cui il Rescue Swimmer entra in acqua magari saltando da imbarcazione o da elicottero......in assenza di finestrature la forma a calotta inevitabilmente tratterrebbe l'acqua facendo effetto paracadute con effetto sfilamento del caschetto e trasferendo la forza al sottogola.
La finestratura del caschetto è spesso utilizzata anche per il fissaggio di accessori vari sullo stesso con il sistema a velcro o fascette. 

Il caschetto del Rescue Swimmer andrà ovviamente saldamente fissato al capo dell'operatore con un sistema semplice, pratico e veloce e dotato di mentoniera. Su questo sembra vi sia parere unanime da parte dei produttori. Come tutti i DPI anche il caschetto da Rescue Swimmer deve essere veloce da indossare e rimuovere e con un sistema di chiusura che lo stabilizzi sul capo in tutte le condizoni di utilizzo. 

La colorazione generalmente diffusa per i caschetti da Rescue Swimmer varia da Arancio SAR o Giallo Fluo che sono tra i colori della vestizione dei reparti SAR. Nelle ore diurne sia l'Arancio che il Giallo sono colori che garantiscono una buona localizzazione dell'operatore in acqua ma in condizioni di scarsa visibilità come presenza di nebbia o impiego notturno o mare formato il colore in sè non è sufficiente quindi si deve ricorrere a bande riflettenti applicate sul caschetto stesso o a sistemi supplementari a luce stroboscopica fissati al corpo dell'operatore. Arancio SAR o Giallo Fluo contribuiscono alla facilità di localizzazione di operatore in acqua ma da soli non sono sufficienti quindi indifferente la scelta tra un colore e l'altro tanto da far prevalere spesso l'abbinamento ai colori di reparto nella selezione.

I colori chiari, tra le altre cose, assorbono meno il calore quindi sono da preferire anche per motivazioni legate al surriscaldamento del capo dell'operatore Rescue Swimmer.

Elemento non trascurabile nella valutazione di caschetto da Rescue Swimmer è il sistema interno di regolazione della taglia che deve essere semplice e veloce. Da un alto si ottimizzano i costi per la vestizione degli operatori avendo meno taglie da gestire per i caschetti ma si ha la possibilità di adattare la calzata del caschetto in maniera estremamente precisa alla circonferenza della testa del Rescue Swimmer (anche sul campo) ma anche di prevedere un veloce aggiustamento di taglia nel caso in cui l'operatore indossi o meno un mefisto in neoprene.


 

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