Vuoi combattere il Colesterolo cattivo? di Daniele Guarrera

15/10/2014

Vuoi combattere il Colesterolo cattivo? di Daniele Guarrera


Vuoi combattere il Colesterolo cattivo? di Daniele Guarrera

 

Il Colesterolo, sostanza naturalmente presente nel corpo umano, è però uno dei peggiori nemici dell'uomo. 
O, meglio, uno dei peggiori nemici interni al corpo umano. 

Vuoi combattere il Colesterolo cattivo? Può essere facile, lo sapevi? E senza effetti collaterali! di Daniele Guarrera 


Infatti, numerose e sempre più frequenti condizioni mettono l'organismo umano in serio rischio.


Di seguito uno schema abbastanza chiaro per comprendere quanto possa essere oramai comune a tutti essere esposti al così detto Stress Ossidativo che induce inesorabilmente uno squilibrio dei valori di Colesterolo nel sangue mettendo a repentaglio la vita stessa.
 
combattere il Colesterolo cattivo

In particolare quando, sotto Stress Ossidativo, i sistemi enzimatici SOD (Superossidodismutasi) e GPD (Glutationeperossidasi) non riescono più a gestire le funzioni metaboliche si avvia una degenerazione.

Il Colesterolo LDL tende, a questo punto, a stratificarsi all'interno delle pareti dei vasi sanguigni.



combattere il Colesterolo cattivo

Da una occlusione come quella mostrata nello schema si determina la condizione di ISCHEMIA che porta ad ICTUS e INFARTO.

Un fattore praticamente sconosciuto è il fatto che, addirittura, aver raggiunto una occlusione del 70/80% non dà alla persona, in condizioni di tranquillità, NESSUN SINTOMO.


Quando, però, questa persona entra in azione con un impegno fisico o anche emotivo nemmeno particolarmente importante, a quel punto si scatena l'ISCHEMIA con tutte le conseguenze del caso.


Basti pensare che l'ICTUS cerebrale è tra le prime cause di morte e la prima causa di disabilità in coloro che restano in vita.


L'alimentazione moderna, per i regimi alimentari seguiti così come per l'eccessiva lavorazione industriale e la commercializzazione di frutta e verdura sempre più priva di nutrienti, lascia l'organismo in una situazione di deficit.


E' questo il motivo per il quale occorre valutare seriamente l'integrazione alimentare.